Passato

L’appassimento delle uve è una pratica antica, senza tempo, ed è difficile stabilire la data di nascita del Vino Santo Trentino. Di certo le prime testimonianze storiche di vini bianchi dolci in Valle dei Laghi risalgono al Cinquecento; di vini dolci parla un documento del 1508 riferito ai beni che il capitano di Castel Toblino doveva pagare annualmente al vescovo di Trento, e sono poi citati da Michelangelo Mariani, storico del Concilio di Trento. La produzione si sviluppa nei secoli grazie al fiorente mercato mitteleuropeo, garantito dall’Impero Asburgico di cui il Trentino allora faceva parte. Dopo la Prima Guerra Mondiale, il Vino Santo Trentino entra in un periodo di crisi e solo la tradizione di produrlo in famiglia ha permesso di preservare questo vino, un patrimonio identitario e culturale tramandato con passione da generazioni.

La storia del Vino Santo Trentino è conservata e raccontata nella Casa Caveau di Padergnone, frutto dell’intervento di recupero dell’antico appassitoio appartenuto alla famiglia Rigotti: in questa famiglia nacque Rebo Rigotti, celebre genetista e agronomo, la cui eredità è fondamentale per il futuro della Valle dei Laghi e dei suo Vignaioli.